• “Vergogna, chieda scusa”. Meloni striglia Letta sulla Polonia

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    Non smettono di far discutere le parole che il segretario del Pd Enrico Letta ha pronunciato al Forum Ambrosetti a Cernobbio circa il “rischio”, a suo dire, che in caso di vittoria della destra alle prossime elezioni l’Italia possa finire nella “serie B” d’Europa “come Polonia e Ungheria”.

    Oltre a trattarsi di concetti già espressi più volte dai progressisti per sconfessare i leader europei di impronta diversa dalla loro, auspicando quindi implicitamente una “democraticissima” Europa monocolore, le parole di Letta sono anche un clamoroso autogol diplomatico nei confronti di un Paese nello specifico, quello polacco, che si trova da 7 mesi in prima linea al fianco dell’Ucraina nella guerra contro la Russia.

    Proprio a questo proposito, Giorgia Meloni, che Letta intendeva colpire con le sue dichiarazioni, ha definito le parole del segretario dem “gravissime e vergognose”: “Credo siano parole per le quali deve chiedere scusa, punto primo perché per me non esiste un’Europa di serie A e un’Europa di serie B – ha detto a Sky TG24 ospite di Casa Italia -. Questa è un’idea che la sinistra ha dell’Europa, di un club in cui ci sono quelli che contano di più e quelli che contano di meno, in cui ci sono quelli che decidono e quelli che subiscono. Questa è l’idea di Europa che ha la sinistra“. Inoltre, ha aggiunto: “[La Polonia] è la nazione più esposta con la Russia, si fa avere a Putin il messaggio che a noi della Polonia non ce ne frega nulla“.

    Sono affermazioni molto simili a quelle che già qualche ora prima l’ambasciatrice polacca in Italia, Anna Maria Anders, aveva commentato all’Adnkonos: “Dividere l’Europa in Paesi di serie A e di serie B significa dividerla in Stati membri di prima e seconda categoria. Se un simile messaggio dovesse raggiungere i cittadini di questi Paesi e rafforzare la loro convinzione di essere cittadini di prima o seconda classe, temo che tale opinione, molto antieuropea, avrebbe un forte effetto divisivo che farebbe sicuramente piacere a Mosca“.

    Letta, insomma, accecato dalla prospettiva del cappotto elettorale, utilizza tutti i mezzi possibili per infangare la Meloni, anche quelli più confusionari e controproducenti, come appunto l’affondo contro la Polonia. Per Letta, il giorno prima la Meloni è “ammiratrice di Putin” e il giorno dopo sarebbe un interlocutore europeo alla stregua del governo polacco, acerrimo nemico di Putin.

    Senza dimenticare che vista l’esposizione militare, economica, finanziaria e umanitaria della Polonia dal 24 febbraio ad oggi, i suoi sforzi sono stati elogiati dalla stessa Unione europea e hanno trainato, e stanno tutt’ora trainando, tutte le politiche che Bruxelles cerca di intraprendere per sostenere l’Ucraina. Ecco, chissà cosa ne pensa Volodymyr Zelensky della scelta di Letta di relegare il suo primo alleato in Ue nella serie cadetta d’Europa.


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