Veronesi, ‘Maledetti amici miei’ a teatro un doppio salto mortale

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Tre anni fa, nel 2019, lo show televisivo mix di teatro, sorprese, ospiti, talento e improvvisazione, Maledetti amici miei, ‘orchestrato’ da Giovanni Veronesi, era diventato subito un piccolo cult. Una formula che torna con Maledetti amici miei… il ritorno (Quelli di “A ruota libera”), diretto ‘live’ dal regista toscano, che lo firma ed è in scena con Rocco Papaleo, Alessandro Haber (già nella versione tv dove c’era anche Sergio Rubini, ndr) e la new entry Nino Frassica. Un viaggio tra spettacolo teatrale e una reunion tra vecchi compagni d’avventure che sarà dal 21 al 30 dicembre al Teatro Ambra Jovinelli di Roma.     “Prosegue questa galoppata di amici che si ritrovano e non demordono, ormai siamo dei boomer che si vestono vintage e vogliono essere moderni – dice Veronesi che, avendo la febbre, interviene nella conferenza stampa da casa in streaming -. Siamo un popolo aggressivo. I ragazzi devono stare molto attenti perché siamo tanti e agguerriti. Tutto verte sul non sapere cosa diremo, la cosa principale è ironizzare su noi stessi”. Uno show – che aveva avuto una prima versione nel 2016 con ‘A ruota libera’, approdato sempre all’Ambra Jovinelli, ricorda la direttrice artistica del teatro Fabrizia Pompilio – accompagnato dalle melodie di Arturo Valiante (pianoforte), Davide Savarese (batteria), Francesco Saverio Capo (basso), che è una ‘chiacchierata musicale’, sulla vita, sullo spettacolo e sui mille aneddoti, tra arte e vita, arricchita da vari ospiti. “La temperatura sarà diversa ogni sera – aggiunge il regista, che vedrebbe bene anche una versione cinematografica -. Non esiste la scaletta, è un doppio salto mortale tutte le volte. Si deve essere pronti a tutto. Ci vogliono coraggio, amicizia e follia per farlo”. E in conferenza stampa prevale subito l’ironia che segna lo spettacolo: “Siamo così motivati per farlo perché siamo noi i primi a essere sorpresi dalla serata – spiega Papaleo -.     Siamo felici di trovarci qui perché siamo gente anziana e non abbiamo molto da fare la sera. Essere qui ed essere stupiti l’uno dall’altro ci fa piacere”.    
Per la new entry Nino Frassica (“è il nostro Ibrahimovic” dice Veronesi) “non è facile raccontare qualcosa che neanche noi sappiamo come sarà. Sarà bello anche poter aggiungere e cambiare. Se io una sera voglio essere Rita Forte mi metto alla testiera e canto”. In ogni serata “noi siamo il testo di noi stessi, mettiamo in campo le nostre esperienze, il vissuto, le avventure, siamo quattro amici con la passione di questo mestiere – dice Haber -. Ci metteremo tutti a nudo, dicendo anche cose segrete. Non sarà solo divertente, ci sarà pure da riflettere. Nessuna serata sarà uguale all’altra e Giovanni è come il nostro domatore”.    
Per Veronesi si vedrà ad esempio anche un Frassica inedito, che parla di sé (“ma io mento” chiosa l’attore). “Alessandro sta vivendo un momento particolare (ha parlato recentemente delle conseguenze di un intervento andato male, ndr), ma noi cinici maledetti ironizzeremo anche su quello. Con Rocco oramai abitiamo praticamente insieme, sta a 100 metri da casa mia”. Sarebbe possibile una versione al femminile? “Le donne non credono in me – risponde sorridendo il regista – non verrebbero mai a fare uno spettacolo come questo pensando che io sia totalmente dalla loro parte. La presa in giro, la cattiveria nei confronti di una donna sarebbe reputata un’altra cosa. In questo caso noi siamo liberi di fare tutto. Lo dovrebbero fare quattro donne, quattro amiche un po’ boomer. Lo potrebbero benissimo fare per esempio Valeria Golino, Margherita Buy, Laura Morante e Elena Sofia Ricci. Quattro bravissime attrici che si mettono insieme sul palco per cantarsela di santa ragione. Sarebbe molto bello”.


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