Verso una Manovra da 32 miliardi. Taglio del cuneo per redditi bassi

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 Si va verso una manovra di 32 miliardi di euro con misure che saranno limate fino al loro ingresso in consiglio dei ministri, previsto per domani pomeriggio. Il governo è a lavoro con i tecnici e non si esclude una riunione politica domani per fare il punto della situazione su un pacchetto di misure che potrebbero essere definite nel dettaglio anche dopo il varo del documento che rappresenterà la cornice che conterrà i provvedimenti della nuova legge di bilancio. Al vaglio dei tecnici, con la supervisione politica, tra le altre misure, quella sull’azzeramento dell’Iva per i generi alimentari di prima necessità come pane, pasta e latte: una misura ancora in fase di valutazione e considerata poco incisiva per i numeri poco significativi, ma di grande impatto – si ragiona in ambienti parlamentari – verso i cittadini.

Sul cuneo fiscale si va verso una replica del taglio di 2 punti per i redditi fino a 35mila euro, mentre il taglio sarà incrementato di un altro punto, fino a 3 punti, per le fasce più fragili, quelle con un reddito inferiore a 20mila euro. E’ questa, secondo quanto si apprende da fonti governative, la misura allo studio per la manovra. Sulla flat tax, invece, resterebbe confermato l’aumento della soglia (da 65 a 85mila euro) per autonomi e partite Iva, mentre sembra perdere quota l’ipotesi di introdurre anche una flat tax incrementale.

All’interno della maggioranza “c’e assolutamente accordo su tutta la manovra, stiamo lavorando anche su altri dettagli. Se riuscissimo ad azzerare l’Iva sui beni di prima necessità e infanzia sarebbe un bel segnale”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, a margine del congresso provinciale della Lega a Treviglio (Bergamo).
    “Più di così in queste situazioni è difficile fare, partendo da almeno 20 miliardi delle bollette di luce e gas“, ha concluso Salvini. 

“Stiamo lavorando giorno e notte – ha aggiunto Salvini – sono contento perché stiamo raggiungendo obiettivi che ci eravamo prefissati” come “fermare la Legge Fornero, avviare quota 41, alzare la Flat tax almeno agli 85mila per arrivare a 100mila, rottamare milioni di cartelle esattoriali – ha concluso il ministro – e tagliare un po’ di sprechi del reddito di cittadinanza”.


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