Vertice d’emergenza della Bce, verso uno scudo anti spread

Giu 15, 2022

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    La Bce ha incaricato gli uffici tecnici di “accelerare il completamento di un nuovo strumento anti-frammentazione” da sottoporre poi al Consiglio direttivo. Lo comunica la Bce dopo la riunione d’emergenza per l’allarme spread.

    Vertice d’emergenza. La Bce terrà oggi un vertice di emergenza per discutere le attuali condizioni dei mercati. La notizia, anticipata dal Corriere della Sera, è stata confermata dall’istituto centrale. Ieri sera dopo un balzo degli spread e dei rendimenti dei titoli pubblici, specie quelli italiani, Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della Bce, aveva detto che la banca non tollererà “cambiamenti alle condizioni finanziarie che vadano oltre i fondamentali e minaccino la trasmissione della politica monetaria” 

    I governatori della Bce saranno invitati a sottoscrivere la decisione di usare, in risposta alla deflagrazione dello spread, i reinvestimenti del programma pandemico Pepp. Lo scrive la Bloomberg citando fonti vicine al dossier. Il meeting, convocato in videoconferenza per le 11 di stamane, dovrebbe durare circa due ore e focalizzarsi su come reagire alla volata dei rendimenti dei Btp, secondo le fonti dell’agenzia americana. Le stesse fonti dichiarano di non sapere se altre, più mirate, misure siano sul tavolo. In base ai dati di fine maggio, con il Pepp la Bce aveva acquistato oltre 1.700 miliardi di debito. Il programma, lanciato nel marzo 2020, è stato chiuso a fine giugno ma con la possibilità, fino al 2024, di ricomprare nuovi bond con il capitale rimborsato da quelli, già acquistati, che man mano arrivano a scadenza. Per l’Italia alcune stime indicano in 200 miliardi il potenziale di acquisti, ma le voci critiche sull’efficacia di una simile misura notano che, dato il ritmo dei rimborsi, si rischierebbe di non poter comprare più di tre miliardi di titoli italiani al mese. Un’ipotesi allo studio sarebbe poter deviare dai criteri generali di ripartizione degli acquisti di debiti nazionali, che consentirebbe di comprare, ad esempio, Btp italiani con il capitale rimborsato dai Bund tedeschi. Una simile ipotesi, tuttavia, deve fronteggiare ostacoli giuridici: configurerebbe il finanziamento monetario del bilancio statale – espressamente proibito dai trattati e dallo statuto Bce – e rischierebbe di andare incontro a nuove cause legali.


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