Vertice Letta, Conte e Speranza sul Quirinale: ecco cosa si sono detti

Dic 21, 2021

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    Dietro le quinte del Quirinale i partiti fremono per individuare il nome del successore di Sergio Mattarella. Poche ore fa i vertici di Partito democratico, Movimento 5 stelle e Articolo 1 si sono incontrati ma non sarebbero emersi nomi sui quali convertire i voti. Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza, infatti, stando a quanto riferiscono fonti interne, avrebbero discusso il metodo e non il candidato.

    Il centrosinistra brancola nel buio dopo aver incassato il secco no di Mattarella per il bis e ora dovranno trovare una quadra attorno a un nome che sia condiviso. L’incontro di oggi è stato un primo contatto, un vertice preliminare che ha messo le basi per i futuri incontri. Enrico Letta si sta già muovendo e ha convocato per il 13 gennaio una riunione congiunta di Direzione e gruppi parlamentari sul Colle per costruire un percorso condiviso verso il voto sul Quirinale. Una riunione che arriva a poche ore dalla decisione di Renzi di fare da sponda al centrodestra, abbandonando gli isterismi di sinistra.

    Il metodo che vogliono adottare dalle parti di Pd, M5s e Art1 è intuibile: l’obiettivo resta quello di un presidente eletto con la più ampia convergenza possibile -anche coinvolgendo l’opposizione- e che abbia le caratteristiche di terzietà. Buoni gli intenti ma, nei fatti, il centrosinistra non ha mai fatto fede a questi presupposti e al momento sarebbe il centrodestra lo schieramento maggiormente legittimato a portare al Colle una sua proposta.

    Il vertice è stato anche l’occasione per discutere la nuova emergenza Covid, con i dem che confermano la linea “del rigore e del sostegno al governo” come è sempre stato sin qui ma, su una delle ipotesi in circolazione, ovvero quella dei tamponi ai vaccinati, il Pd è contrario. Domani ci sarà la cabina di regia e lì verranno discusse eventuali nuove misure anti-contagio sulla base degli ultimi dati aggiornati. Inoltre, tra Letta, Conte e Speranza, si è discusso anche della legge di bilancio (i cui tempi stretti di esame oggi hanno provocato le proteste dei grillini al Senato).

    Al momento la posizione della Lega sull’elezione del presidente della Repubblica sembra essere chiara: nessuna dichiarazione pubblica finché le priorità del Paese reale saranno altre. “Il Quirinale è lontano. Noi stiamo ancora seguendo il taglio delle tasse, perchè fino a che il Parlamento non lo approva – e avverrà fra Natale e Capodanno, – gli otto miliardi di taglio di tasse, i soldi per la disabilità, per la polizia e le infrastrutture vanno difesi. La riunione di centrodestra sarà sul tema taglio tasse, fondi europei e poi nell’anno nuovo parleremo di Quirinale“, ha detto Matteo Salvini.


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