Via libera del Cdm al decreto aiuti: ecco a chi spettano i bonus

Mag 5, 2022

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    Inizia a prendere corpo, a seguito del Consiglio dei ministri tenutosi nel pomeriggio di oggi, il cosiddetto decreto Aiuti.

    A chi spetta il bonus

    Uno dei punti più controversi era quello relativo al bonus da 200 euro, cifra da corrispondere una tantum agli italiani con reddito inferiore ai 35mila euro. Stando a quanto determinato quest’oggi, tra i beneficiari saranno inclusi, a differenza di ciò che era trapelato nelle scorse ore, anche i percettori del reddito di cittadinanza, i cittadini con contratti di lavoro domestico, gli stagionali e gli autonomi. Tali categorie andranno pertanto ad aggiungersi a quelle per le quali si era fin da subito pensato di prevedere l’accesso al bonus, vale a dire i lavoratori dipendenti, i pensionati e i disoccupati con redditi fino a 35mila euro.

    Nel caso degli impiegati nel settore pubblico e privato sarà il datore di lavoro ad occuparsi di riconoscere tale beneficio in via automatica e successivamente a verificare in sede di conguaglio se esso spetta o meno al proprio dipendente, procedendo all’eventuale recupero dell’importo. Il bonus dovrebbe essere disponibile a partire dal mese di luglio, con lo slittamento di un mese rispetto al piano originario.

    Superbonus 110% e materiali

    Dopo la proroga al 30 di settembre dei termini di accesso all’incentivo per quanto concerne le villette, si è affrontata la questione inerente la cessione del credito, con l’obiettivo di superare il problema del respingimento delle pratiche da parte delle banche. Secondo le nuove disposizioni, gli istituti bancari potranno cedere il credito a “non retail”, vale a dire a soggetti qualificati. Viene altresì introdotta la possibilità di cedere “sempre” (quindi non più in numero limitato) i crediti a quei clienti professionali privati che abbiano già in essere un contratto di conto corrente con la banca stessa (o comunque con la banca capogruppo) senza facoltà di ulteriore cessione.

    Si dispongono, inoltre, ulteriori 9,5 miliardi di euro (che verranno ad aggiungersi al 470 milioni già previsti) per contrastare l’incremento dei costi di materiali da costruzione, di carburanti e di prodotti energetici nel 2022 e garantire così la realizzazione di quelle opere pubbliche e di quei progetti che dovranno essere finanziati con le risorse del Piano Nazionale di ripresa e resilienza e del Piano nazionale complementare.

    Trasporti

    Per studenti e lavoratori con reddito inferiore ai 35mila euro l’anno, inoltre, sarà creato un fondo da 100 milioni che dovrebbe “mitigare l’impatto del caro-energia”. Tale cifra dovrebbe consentire di erogare un bonus fino a un massimo di 60 euro pro capite da destinare all’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale: l’abbonamento sarà ovviamente nominale e non cedibile a terzi. Le istruzioni per accedere a tali benefici saranno pubblicate a breve.

    Nel decreto Aiuti si specifica inoltre che le risorse del Fondo per l’autotrasporto pari a 500 milioni di euro (già programmato in un precedente dl con l’obiettivo di limitare gli effetti economici del conflitto in Ucraina) potranno essere sfruttate dagli operatori del settore sotto forma di credito di imposta al 28% sulla spesa sostenuta per gli acquisti di carburante effettuati nel primo trimestre dell’anno in corso. Tale credito sarà riconosciuto alle imprese di autotrasporto merci che svolgono la propria attività con mezzi superiori a 7,5 tonnellate appartenenti alle classi Euro 5 ed Euro 6.

    Gli incentivi per il cinema

    Del decreto Aiuti fanno parte anche gli incentivi ai cinema. Per questi è previsto infatti il riconoscimento di un credito di imposta (anni 2022 e 2023), nella misura massima “del 40% dei costi di funzionamento delle sale cinematografiche, secondo le disposizioni stabilite con decreto adottato ai sensi dell’articolo 21, comma 5, della medesima legge n. 220 del 2016.

    Aiuti per l’agricoltura

    A favore delle aziende agricole verrà invece istituito un fondo da 20 milioni di euro, con lo scopo di attutire il violento impatto economico seguito alle sanzioni comminate alla Russia dall’Unione europea.

    Si parla di contributi a fondo perduto da destinare alle piccole e medie aziende“che hanno subito un calo del fatturato a causa della contrazione della domanda, dell’interruzione di contratti e della crisi delle catene di approvvigionamento”. Potranno richiedere tale beneficio le aziende “le cui vendite in Russia, Ucraina e Bielorussia erano pari ad almeno il 20% del loro fatturato complessivo. Oppure, le imprese che hanno subito un incremento dei costi di approvvigionamento del 30% o che hanno subito un calo del 30% di fatturato rispetto allo stesso periodo del 2019”.


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