“Vigliacco”, “Ti arrampichi…”. Ora è rissa sul reddito 5S

Set 6, 2021

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    Fu criticato al momento dell’approvazione, oggi lo è ancora di più. Il Reddito di cittadinanza rianima il dibattito politico. L’ultimo ad intervenire sulla questione è il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti: “Dobbiamo cominciare a ragionare di lavoro di cittadinanza. La Costituzione italiana recita che è il lavoro che ci rende pienamente cittadini. Lo sforzo è di trasformare il reddito di cittadinanza in lavoro di cittadinanza“.

    Le parole del titolare del Mise arrivano a poche ore dalle dichiarazioni di Matteo Salvini e Giorgia Meloni a margine del Forum Ambrosetti di Cernobbio. Il segretario della Lega si è detto pentito di aver sostenuto la misura grillina approvata dal governo Conte I, tanto da aver espresso la volontà di presentare in autunno un emendamento per chiederne l’abolizione. La leader di Fratelli d’Italia si è spinta oltre e ha definito il Rdc “metadone di Stato“. Parole che non sono piaciute al ministro del Lavoro Andrea Orlando, che ha ribattuto: “Lei non sa cos’è la povertà“. La linea del Partito democratico (che all’epoca dell’approvazione non ne era affatto entusiasta, tanto che Nicola Zingaretti lo definì “una pagliacciata”) l’ha dettata il segretario dem Enrico Letta qualche giorno fa: “Il Reddito di cittadinanza va migliorato, non cancellato“. E a ribadirla ci ha pensato la deputata Alessia Morani: “Affermare, come fa la Meloni, che il reddito di cittadinanza è metadone di Stato è un grave errore e dimostra il suo disprezzo verso i poveri – ha scritto l’onorevole su Facebook – Questo provvedimento ha il merito di avere aiutato molte persone in stato di povertà. Ha, però, fallito sul piano delle politiche attive del lavoro e per questo va cambiato

    Posizione che ricalca quella del Movimento 5stelle, non disposto a rinunciare a una delle misure-simbolo della sua storia parlamentare. Giuseppe Conte, che da presidente del Consiglio approvò il Reddito, non ha preso bene le parole di Salvini: “Io dico che si può migliorare. Ma parlare di abrogazione ora, dopo un anno di Covid, è folle e vigliacco“. “L’abolizione equivarrebbe alla rottura di un patto di lealtà e di una logica di sostegno e collaborazione – ha proseguito il presidente grillino – ma il Movimento sosterrà il governo dal momento che Draghi ha confermato che condivide la misura “. La replica di Fdi non s’è fatta attendere: “Fa quasi tenerezza sentire Giuseppe Conte arrampicarsi sugli specchi per attaccare Giorgia Meloni“, ha scritto in una nota Wanda Ferro, vicecapogruppo a Montecitorio. E conclude: “Questa misura, voluta dai grillini unicamente per avere qualche voto in più, è risultata inutile e non ha risolto il problema della disoccupazione. FdI continuerà a chiedere al governo che questi fondi vengano destinati per rilanciare le attività economiche“.

    Chi si sta spendendo di più per consegnare ai libri di storia il Reddito di cittadinanza è Matteo Renzi. Da sempre il leader di Italia Viva è contrario alla misura e nelle ultime settimane ha annunciato più volte di voler lanciare una raccolta firme: l’obiettivo è indire un referendum per l’abolizione del provvedimento: “È evidente che c’è una parte di italiani che prende quel reddito e farà una battaglia in suo favore. L’assegno in parte va a povera gente davvero. Ma è una misura che incrocia anche un pezzo di criminalità, manovalanza che ha incassi illegali, a cui somma il Reddito di cittadinanza”, ha detto il senatore fiorentino, “Il referendum è l’unico modo per bloccare questo spreco di soldi“. L’unico a rimanere fuori dalla polemica è Mario Draghi. Le ultime (e uniche) parole del presidente del Consiglio sulla questione risalgono al 6 agosto: “Condivido in pieno il concetto alla base – aveva commentato in un incontro con i giornalisti – ma è ancora presto per dire se e come verrà riformato“.


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