Vittorio Monti inviato speciale si racconta in Un panda estinto

Nov 24, 2021

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    (ANSA) – BOLOGNA, 24 NOV – VITTORIO MONTI, UN PANDA
    ESTINTO-IL MESTIERE DELL’INVIATO SPECIALE (GIRALDI EDITORE, PP
    140, EURO 15). Vivere una frenetica vita da giornalista del
    Corriere della Sera e non avere mai lavorato nelle ‘sacre
    stanze’ di via Solferino a Milano. Un nomade forever, commesso
    viaggiatore nell’Italia e nel mondo, per raccontare fatti e
    misfatti prima del dilagare di internet. Quando quello
    dell’inviato speciale era un mestiere da sogno, non “un panda
    estinto”. Vittorio Monti, nemmeno un giorno in redazione,
    propone la sua esperienza su disastri naturali (i grandi
    terremoti), tragedie umane (il terrorismo), sfide epocali (Prodi
    versus Berlusconi), in un perenne e anticipato smart working.
        Con sede di lavoro sempre diversa: i luoghi della cronaca.
        Niente scrivania fissa e l’Olivetti pronta all’uso. Singolare
    anche la scelta: fare un libro che non è manuale di giornalismo
    né raccolta di articoli, nessun ricorso all’archivio elettronico
    del Corriere, soltanto alla memoria, secondo la lezione di Piero
    Ottone, il suo primo direttore al “Corrierone”: “Ciò che non ti
    ricordi, non sarebbe interessante per i lettori”.
        Il giornalista racconta più gli errori che i successi (ma ha
    vinto il premio Saint Vincent), le gaffe prima degli exploit, e
    svela i molti trucchi del mestiere, in un giornalismo eroico,
    quando i telefoni andavano a gettoni e trasmettere il reportage
    al giornale era molto più faticoso che scriverlo. Tipi strambi
    gli “inviati”, a volte scapigliati, alternativi e un po’
    ribaldi, ma sempre creativi e al servizio del lettore, che
    lottavano anche con colpi bassi per battere la concorrenza,
    perché lo scoop era la religione del tempo ante social. Da ogni
    pagina esce la passione per il mestiere, con la speranza che il
    racconto possa rivelarsi utile ai giovani che inseguono lo
    stesso sogno. E poiché quella del giornalismo è una passione
    infinita, Monti nel nuovo millennio è diventato elettronico. Il “Panda” si è convertito ai social e il tablet è la sua nuova
    Olivetti. Non fa più il giramondo per il Corsera ma, con gli
    editoriali sul Corriere di Bologna, commenta la vita dalla
    scrivania di casa.
        Il volume – disponibile dal 3 dicembre nelle librerie e
    piattaforme online, anche in versione ebook – sarà presentato
    dall’autore il 29 novembre alla Mondadori di via D’Azeglio a
    Bologna (ore 18) assieme all’assessore regionale alla Cultura,
    Mauro Felicori, e al direttore del Dipartimento delle Arti
    dell’Università di Bologna, Giacomo Manzoli. (ANSA).
       


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