“Vogliamo obbligare l’Europa”. Crosetto svela il piano sull’immigrazione

Condividi l'articolo

Continuare a percorrere la strada contraria all’accoglienza indiscriminata e allo stesso tempo spronare l’Unione europea a prendere atto che la questione immigrazione può essere finalmente risolta solo con uno sforzo comune. Va in questo senso il monito di Guido Crosetto, che non ha usato mezzi termini in riferimento all’atteggiamento dell’Ue sull’arrivo di migranti sulle nostre coste. Il ministro della Difesa chiede di porre fine agli slogan teorici e di passare concretamente alla pratica per affrontare il problema.

Crosetto sprona l’Ue

Crosetto, intervistato da Il Messaggero, ha rivendicato con orgoglio la linea che il nuovo governo italiano ha adottato nell’ambito dell’immigrazione: “L’Italia in questa fase ha dimostrato di saper coniugare il rigore con l’umanità, l’accoglienza dei deboli e con la volontà di ragionare sul problema dell’immigrazione clandestina“. La volontà è quella di “obbligare, forzare” l’Unione europea a “non voltarsi dall’altra parte” e a prendere una decisione “seria, razionale, definitiva“.

Le navi Ong sono tornate protagoniste. L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha espresso una posizione chiara, impedendo di sostare nelle acque italiane oltre il tempo necessario ad assicurare le operazioni di soccorso e assistenza ai soggetti che vengono ritenuti fragili. Per Crosetto le convenzioni internazionali sono state rispettate: “Far scendere i migranti a terra, infischiandosene di quello che sarà il loro destino non è un modo serio di occuparsi di loro, ma solo una scelta per lavarsi la coscienza senza fare nulla“.

In effetti il concetto di integrazione andrebbe rivisto, e le parole del titolare della Difesa vanno proprio in questa direzione. Allo stesso modo bisogna riconoscere che tra le priorità rientra quella di impedire ai trafficanti di lucrare sulle vite umane: “Dietro a ogni partenza dall’Africa ci sono migliaia di euro pagati a trafficanti e scafisti“. Per Crosetto è arrivato il momento “di mettere la parola fine a questa drammatica querelle che si trascina da anni“.

I rapporti Italia-Francia

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso apprezzamento per la decisione della Francia di condividere la responsabilità dell’emergenza migratoria aprendo i porti alla nave Ocean Viking. Ma la giornata di ieri è iniziata con una serie di accuse da parte di Parigi, che ha giudicato inaccettabile” il comportamento delle autorità italiane sul caso della nave con a bordo 234 migranti.

Come riferito dall’Adnkronos, una fonte del governo francese citata dai media d’Oltrealpe sostiene che l’atteggiamento adottato dal nostro Paese sia “contrario al diritto del mare ed allo spirito di solidarietà europea“. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tracciato una rotta chiara: “Serve un patto a livello europeo per la gestione degli sbarchi e delle rotte dei migranti“. Il titolare della Farnesina il 14 novembre sarà presente al vertice con i ministri degli Esteri dei Paesi Ue. E Parigi, così come gli altri Stati dell’Unione europea, dovrà prendere atto che si tratta di un tema non più eludibile.


Fonte originale: Leggi ora la fonte