• “Voto la riforma di Nordio, ma tra un anno…”. La “minaccia” di Renzi

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    Il Terzo Polo conferma la vocazione dialogante della propria opposizione al governo guidato da Giorgia Meloni, mettendo in risalto segnali di apertura a favore di alcune misure che l’esecutivo intende mettere nero su bianco. Ad esempio Matteo Renzi si è detto pronto a sostenere la riforma della giustizia che il ministro Carlo Nordio sarà chiamato a partorire. Comunque l’ex sindaco di Firenze non ha rinunciato a lanciare la sua solita “minaccia” politica sulla stabilità del governo di centrodestra.

    L’apertura di Renzi

    Il leader di Italia Viva ha riconosciuto un merito ben preciso all’attuale presidente del Consiglio: “Ha convinto Nordio“. E, anche con un piglio autoironico, ha confessato che “solo su questo è stata più brava di me“. Il ministro della Giustizia ha già illustrato il piano per riformare la giustizia in senso liberare, tra presunzione d’innocenza e certezza della pena. “Se fa quello che ha detto, la voterei“, ha fatto sapere Renzi.

    Non è la prima disponibilità al dialogo che il numero uno di Italia Viva palesa nei confronti del governo. Già a novembre aveva definito Nordio “la migliore scelta del governo“, senza accodarsi alle previsioni nefaste della sinistra: “Vedremo se sarà all’altezza della sua fama e delle aspettative che ha suscitato: io sono molto ottimista al riguardo“. Così come sul presidenzialismo aveva riferito di voler lasciare la porta aperta: “Se Meloni chiederà un tavolo per fare insieme le riforme costituzionali, noi ci saremo perché siamo sempre pronti a riscrivere insieme le regole“.

    La “minaccia” al governo

    Renzi, intervistato da La Stampa, non ha voluto comunque rinunciare a rivendicare il ruolo di demolitore dei governi. “La cosa bella non è organizzare la festa, ma avere il potere di farla fallire“, ha dichiarato con orgoglio. Per poi lasciarsi andare a una previsione sulla possibile crisi che, a suo giudizio, potrebbe investire il governo di centrodestra: “So che nel 2024 alle Europee questo governo rischierà di andare a casa, lì saremo pronti“.

    La stoccata al Pd

    Il senatore di Italia Viva ha anche tirato una serie di stoccate al Partito democratico, preferendo non intervenire direttamente sul congresso che nei prossimi mesi eleggerà il nuovo segretario. L’ex primo ministro non ha voluto esprimersi su una preferenza personale alla guida del Pd: “Bonaccini è un amico e gli voglio bene, e il modo migliore di volergli bene è non parlare di lui. Se parlo di lui, quelli del Pd, che sanno come fregarsi da soli, lo massacrano“. Infine è arrivata la sferzata puntuale a Enrico Letta: “Chiunque ci sarà, sarà impossibile faccia peggio. Lui pur di perdere ha fatto di tutto, dominato da un rancore personale“.


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