Vulcano, si prepara evacuazione dell’area portuale

Nov 20, 2021

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    (ANSA) – VULCANO PORTO, 20 NOV – Il giorno dopo che il
    governo Musumeci ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza
    regionale, mentre il sindaco Marco Giorgianni con ordinanza da
    lunedì proibirà a 250 famiglie di dormire dalle 23 alle 6 del
    mattino nelle case situate nell’area portuale e nella zona
    limitrofa gli isolani sono già all’opera per “l’evacuazione”
    dall’area a rischio. Il cratere ma soprattutto i fumi con gas,
    anidride carbonica e solforosa che fuoriescono anche in più
    punti alle pendici del vulcano hanno accentuato l’allarme di
    vulcanologi e Protezione civile e non fa dormire sonni
    tranquilli. L’anidride carbonica pesante tende ad andare verso
    il basso e il sindaco teme che durante la notte dormendo
    qualcuno possa subirne le conseguenze per questo sta
    predisponendo l’ordinanza che varrà un mese e che potrà essere
    modificata soprattutto per i cittadini che abitano ai piani alti
    nell’area a rischio.
        In molti intendono optare per l’autonoma sistemazione da
    amici, parenti e seconde case nelle località più tranquille del
    Piano, Gelso e Vulcanello. La giunta Giorgianni che da tempo è
    in prima linea darà priorità a famiglie con disabili gravi, poi
    i fragili e a seguire gli altri nuclei familiari. Lunedì giorno
    di entrata in vigore effettiva della ordinanza il trasferimento
    dovrà essere completato. Di giorno – invece – nell’area portuale
    la vita potrà riprendere regolarmente. Tra gli isolani c’è
    grande preoccupazione. Lo conferma Peppino Muscarà che fa parte
    di una “famiglia storica”. “La situazione a Vulcano non è
    affatto buona – dice – mi domando se la situazione fumi e gas
    dovesse restare cosi per anni che futuro potrà’ avere l’isola e
    i suoi abitanti. Nessuno può garantire che torneremo come prima,
    nessuno scienziato può garantirlo. Che ne sarà’ delle nostre
    case, delle nostre attività, del lavoro, dei nostri animali e
    del turismo?”. “Purtroppo – conclude – in questo caso non esiste
    un piano “B”, abbiamo a che fare con un Vulcano di natura
    esplosiva in una isoletta di 21 km quadrati e contro la natura
    in questo caso nulla si può fare per difendersi”. (ANSA).
       


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