Welfare: la Giunta approva gli indirizzi di valorizzazione sociale ed economica dei centri anziani. 12 quelli riminesi, con circa 2.500 iscritti

Per loro, ma non solo, la Giunta ha appena approvato gli indirizzi di valorizzazione e nuove possibilità di sostegno economico. Gli obbiettivi sono diversi, favorire la socializzazione nella terza età, promuovere spazi di incontro e condivisione, valorizzare una dimensione dell’età anziana sempre più dinamica, attiva e propositiva verso la quale anche la pubblica amministrazione sta mostrando – a diversi livelli, non solo quelli sanitari e sociali – grande attenzione e interesse.

Una conferma ed una importante novità.

Gli attuali centri anziani sono tutti ospitati beni immobili facenti parte del patrimonio comunale destinato a scopi sociali. Per loro il Comune conferma la possibilità di partecipare anche alle spese per utenze, fino alla concorrenza di un importo massimo di 5 mila euro. 

La novità è la possibilità, inedita fino ad oggi, è quella relativa ai centri anziani autonomamente organizzatisi ad iniziativa di associazioni di volontariato o associazioni di promozione sociale in immobili non messi a disposizione della Amministrazione.  A quelli che assicurano una frequenza di attività di almeno quattro giorni a settimana, con un numero di iscritti e frequentanti non inferiore a 50, e siano dotati di regole di funzionamento che garantiscono la libera adesione dei nuovi associati e la elettività delle cariche, possono ora essere assegnati contributi per sostenere le spese di funzionamento per affitto ed utenze (debitamente rendicontate) fino ad un massimo di 11 mila euro. 

In entrambi i casi, gli eventuali contributi sono sottoposti ad una valutazione tecnica mirata a stabilire la sussistenza del pubblico interesse relativa al centro anziani che faccia domanda. 

Con la stessa delibera la Giunta ha anche approvato i seguenti indirizzi di valorizzazione dei Centri Sociali per anziani:

  • favorire la partecipazione dei centri anziani alla programmazione e progettazione degli interventi sociosanitari di livello comunale e distrettuale; 
  • preservare gli spazi attualmente destinati ai centri anziani mantenendo il forte ancoraggio territoriale; 
  • consolidare la rete dando continuità ai rapporti convenzionali in essere; 
  • assicurare l’ordinamento democratico interno delle associazioni in cui sono costituiti i centri, garantendo in particolare la libera adesione di nuovi associati, la elettività delle cariche, la formalizzazione e la frequenza dei momenti decisionali, il diritto di chiedere la convocazione delle assemblee; 
  • riconoscere il valore sociale delle esperienze di medesimo contenuto sviluppatesi autonomamente ad iniziativa di associazioni di volontariato o associazioni di promozione sociale, fornendo loro anche un sostegno economico; 

“Quella introdotta – spiega Gloria Lisi, assessore alla protezione sociale del Comune di Rimini – è una novità importante che, una volta che si potranno riaprire,  amplierà ulteriormente il sostegno dell’Amministrazione al variegato mondo dei centri anziani. Parliamo di realtà presenti in tutti i quartieri del Comune di Rimini, dal centro storico alle frazioni di Viserba, Torre Pedrera, Miramare, Santa Giustina, Corpolò. Centri che contribuiscono in maniera determinante allo sviluppo di servizi di prossimità, animazione, welfare e culturali. Associazioni molto attive sul territorio che sosteniamo e che vogliamo valorizzare ulteriormente. Il sostegno anche ai centri sociali autonomi, non ospitati cioè in strutture comunali, va in questa direzione. Vengono da queste realtà tanti volontari determinanti nei servizi di assistenza durante il lockdown. Molti di loro non si sono più fermati e continuano tuttora nel loro impegno quotidiano. Sono Centri, associazioni, persone speciali a cui va, oltre un rinnovato sostegno, anche il grande ringraziamento mio e dell’Amministrazione”


Fonte originale: Leggi ora la fonte