Yehoshua, l’ultimo libro ambientato in Italia

Giu 14, 2022

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    E’ ambientato nel Nord Italia il libro d’addio ai lettori di Abraham Yehoshua, lo scrittore israeliano morto oggi a 85 anni, molto amato nel nostro Paese con cui aveva una relazione speciale e di cui si sentiva quasi “cittadino onorario”. Storia breve, considerata il suo “romanzo italiano”, ‘La figlia unica’, pubblicato nei Supercoralli Einaudi nel 2021, nella traduzione di Alessandra Shomroni, solleva il problema dell’identità e dell’appartenenza, tema costante nelle opere del grande scrittore, ponendoci a confronto con le domande spiazzanti di una ragazzina divisa tra due mondi.
        Il libro di 168 pagine si apre con Rachele Luzzatto, “alta, con i capelli ricci e gli occhi luminosi”, figlia unica di una facoltosa famiglia ebraica, alla quale viene proposto di interpretare Maria nella recita di Natale. I parenti della ragazza non sono praticanti, non mangiano kasher, ma il padre si oppone, la sua unica figlia, che oltretutto si sta preparando per il Bat Mitzvah (il momento in cui un bambino ebreo raggiunge l’età della maturità e diventa responsabile) non può certo vestire i panni della “madre di Dio”. La ragazzina è spiazzata, le idee del padre la disorientano negli anni cruciali per la sua formazione. Da un lato deve impegnarsi nello studio della lingua ebraica, delle preghiere e i precetti per il Bat Mitzvah. Dall’altro vorrebbe partecipare con i suoi compagni di scuola italiani alla rappresentazione per Natale. E quando, nei giorni di festa e confusione, viene diagnosticata al padre una grave malattia, le inquietudini e domande di Rachele diventano quelle di ogni essere umano di fronte al mistero.
        Nel libro, che per l’edizione italiana Yehoshua ha curato con particolare attenzione, ci sono i racconti del nonno paterno di Rachele che per sopravvivere alle persecuzioni durante la seconda guerra mondiale si spaccia per un prete, le convinzioni della nonna materna, atea dichiarata sposata con un cattolico devoto. Per la prima volta Yehoshua ambienta una storia in Italia con una fonte di ispirazione e riconoscenza a ‘Cuore’ di Edmondo De Amicis che da bambino il padre gli leggeva.
        “L’insegnante va ad aprire con la sua copia di ‘Cuore’ ancora in mano. – Ciccillo! – esclama divertita nel riconoscere un suo vecchio studente, che sembra uscito direttamente dalle pagine del libro. E’ stato mandato per riferire che l’alunna Rachele Luzzatto deve presentarsi alla preside con zaino e cappotto” racconta Yehoshua nelle prime pagine de ‘La figlia unica’.


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