Zaki: iniziata la sessione di udienze a Mansura

Set 28, 2021

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    (ANSA) – ROMA, 28 SET – È in corso in Egitto la sessione di
    udienze in cui è inserita la seconda del processo a Patrick
    Zaki, lo studente egiziano dell’università di Bologna in carcere
    in Egitto da quasi 20 mesi. I giornalisti sono stati ammessi con
    diffida dal girare video o scattare foto. In aula, fra la
    cinquantina di persone presenti, ci sono George, padre di
    Patrick, la sorella Marise e un dirigente della ong ‘Eipr’ per
    la quale Patrick lavorava come ricercatore. La gabbia degli
    imputati era vuota.
        Come la prima udienza svoltasi il 14 settembre, quella
    odierna si tiene di nuovo davanti a una Corte della Sicurezza
    dello Stato per i reati minori (o d’emergenza) di Mansura, la
    città natale di Patrick. Nell’ala nuova del vecchio Palazzo di
    Giustizia, è previsto che nell’ambito di una sessione di varie
    ore vengano esaminati molte decine di casi.
        La volta scorsa l’aggiornamento a oggi, dopo un’udienza di
    pochi minuti, fu annunciato verso le 15 ora locale e italiana.
        Visto il tipo di corte, si desume che l’accusa a suo carico su
    cui si dibatterà oggi sulla base di tre articoli giornalistici è
    quella di “diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese”.
        Un reato sanzionato con un massimo di cinque anni di carcere. La
    corte può emettere una sentenza inappellabile in qualsiasi
    udienza. È già stato confermato però da una legale dello
    studente che restano in piedi (si presume quindi da affrontare
    eventualmente in altra sede) le accuse di “minare la sicurezza
    nazionale” e di istigare alla protesta, “al rovesciamento del
    regime”, “all’uso della violenza e al crimine terroristico”: le
    ipotesi di reato basate sui dieci post su Facebook di
    controversa attribuzione. Si tratta di crimini che gli fanno
    rischiare 25 anni di carcere, secondo Amnesty International, o
    addirittura l’ergastolo, hanno sostenuto fonti giudiziarie
    egiziane. (ANSA).
       


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