Zanichelli, installazioni su evoluzione linguaggio

Set 23, 2021

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    (ANSA) – MILANO, 23 SET – In occasione del lancio
    dell’edizione 2022 del vocabolario Zingarelli, con l’iniziativa
    #cambialalingua la casa editrice Zanichelli mostra, attraverso
    un percorso scientifico di comparazione, l’evoluzione di 50
    lemmi nelle varie edizioni dal 1922 al 2022. L’iniziativa è
    partita a Milano, dove proseguirà fino al 29 settembre in via
    Statuto angolo via Moscova, per poi toccare Padova, Torino,
    Forlì, Roma e Lecce.
        Il ‘claim’, più un concetto che uno slogan, è “Siamo noi che
    cambiamo le parole”. Nelle piazze un grande vocabolario
    interattivo di 4 metri per 3, con un monitor touch screen
    inviterà a scoprire la storia di queste parole (ad esempio “coppia”, “resistenza”,…) che riflette il cambiamento dei modi
    di vivere, delle leggi e delle tecnologie. Chi si presenterà
    potrà farsi scattare e ricevere una fotografia istantanea
    accanto al vocabolario o a una delle definizioni evidenziate sul
    monitor, proporre un significato diverso e condividerlo con
    l’hashtag #cambialalingua. Il progetto offre un’ulteriore chiave
    di lettura sull’evoluzione delle parole grazie alla
    collaborazione con lo scrittore Marco Balzano, che per ogni
    parola ha scritto un breve testo che ne riassume e interpreta la
    storia. Lo Zingarelli, spiega la casa editrice, accoglie parole
    nuove: i neologismi veri e propri, sia di normale derivazione
    italiana sia forestierismi e aggiorna le parole già presenti,
    con l’ inserimento di nuovi significati e nuovi modi di dire che
    riflettono cambiamenti del linguaggio consolidati nel corso del
    tempo. Come un notaio, il vocabolario attesta e testimonia; non
    giudica e non delibera.
        Con #cambialalingua Zanichelli “continua a promuovere la
    consapevolezza della nostra lingua con iniziative che
    coinvolgono in modo inedito il pubblico. Siamo noi infatti che
    cambiamo l’italiano mentre parliamo e scriviamo, modificando i
    significati delle parole e inventando nuovi modi di dire.
        Abbiamo quindi una responsabilità individuale e collettiva sulla
    nostra lingua”. (ANSA).
       


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